Anche il popolo di Youtube festeggia Obama – Internet
Parte dal Kenya la ola per Barack Obama, primo presidente nero degli Usa. Su Youtube l’onda della vittoria spopola fin dalla prime ore dell’alba del 5 novembre. Il primo video,però, non viene dagli Usa, ma riprende i festeggiamenti dei familiari kenioti di Obama. È un post breve, solo pochi secondi. L’attimo in cui – evidentemente – viene annunciato che il 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America è un un uomo originario del villaggio africano. Così dopo la ola e l’esultanza nella informale sala stampa messa su dai sostenitori di Obama partono i balli e i canti. Un attimo che non ha eguali nella storia americana né in quella del popolo africano. È il capodanno degli Stati Uniti d’America partito con un countdown dal Grant Park di Chicago e finito in una vera e propria acclamazione (http://www.youtube.com/watch?v=H2f_9nSsyko) all’indirizzo del neo eletto. Ma ecco il discorso del presidente postato in uno dei tanti Video amatoriali, forse girato da uno dei fortunati che ha potuto prendere parte ai festeggiamenti di Chicago, o in presa diretta da uno dei megaschermo che hanno invaso la città. Accanto la spiegazione al video dice: «Finalmente abbiamo un presidente nero», non resta che ascoltare le sue parole. Questo, invece, è il video del discorso di Mc Cain. «Le belle parole di colui che avrebbe dovuto diventare il nostro presidente» dice il commento al post di «teenagepsychic».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80605
I versi di Olly per Rosa: “Paperina mia la tua bellezza rifiorirà”
L’amore dietro le sbarre è un pezzo di carta. Con appiccicato un ritaglio di giornale e un disegno fatto male. Lui è Olindo Romano, accusato di essere uno degli autori della strage di Erba. Lei è Rosa Bazzi, complice del marito «nella buona e nella cattiva sorte». Come andrà a finire si saprà a fine mese, dopo la requisitoria del pm (prevista per 17 novembre) e l’arringa dei difensori, anche se il verdetto di colpevolezza sembrerebbe già scritto da tempo. Come quelle frasi d’amore dell’ultimo pizzino di Olindo: «Mia cara Rosa, ti hanno tagliato lo stelo per farti appassire. Non aver paura. Il tuo Paperino ti proteggerà e farà rifiorire in tutta la tua bellezza di un tempo non troppo lontano. Tuo per sempre Olly».
Metafore da bambini, che Olindo non avrà neanche fatto fatica a spiegare a Rosa, sorridente e felice ma solo per un’ora. Chi c’è racconta che nella sala colloqui i due sorridono, si scambiano coccole, quasi indifferenza e tranquillità verso tutto il resto. Come in aula, del resto. E come ogni giovedì di ogni settimana, da gennaio a ieri l’altro, davanti agli sguardi ormai sempre meno perplessi delle guardie carcerarie del Bassone di Como. Lei che sorride, ma solo dopo che lui le legge quelle frasi. Perché lei è analfabeta. Non sa né leggere né scrivere. Forse sa uccidere, forse non sa nemmeno chi è Paperino.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302782
LE NOVITÀ
A furia di viaggiare si diventa stranieri in casa propria, si sa; senza contare che i viaggi conducono al relativismo, e il relativismo a una savia confusione mentale. In effetti viaggia molto, Beppe Severgnini. Ha – lo ammette – «più miglia aeree che capelli in testa». Sarà per quello che in ogni città del mondo che visita organizza una pizza alla quale partecipano i frequentatori del suo blog «Italians», emanazione di una rubrica che tiene sul Magazine del Corriere, testé finita in libro.Gli italians sono emigranti, ma del genere cool. Severgnini non è la Mazzucco, non lo interessano le torme di meridionali partite sulle navi Florio alla fine dell’Ottocento portando con sé due cose: una forma di cacio ragusano nel fazzolettone e la speranza di sopravvivere in una cuccetta di terza classe. Italians «indica piuttosto la nostra emigrazione professionale, la più recente ed esuberante». Quasi un’emigrazione da diporto, si direbbe. Anche perché non è chiaro cosa abbia di professionale «l’Erasmus di Valentina» (l’Erasmus è tutta una bohème, provare per credere) o la «conduzione di una famiglia» da parte di Maria Chiara. Saremo arretrati, noi stanziali, ma crediamo non basti favoleggiare di «conduzione» per trasformare una casalinga in una professionista, così come non basta chiamare i pirati «approvvigionatori» per sottrarli alla forca, Aristotele dixit.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302816
556 milioni
Il costo del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti nella Provincia di Milano. Il 10 per cento viene esportato. Di questi la metà è milanese. Dei rifiuti della Provincia, il 37 per cento è prodotto a Milano, corrispondente a 200 tonnellate.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302873
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