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Razzismo, dal manifesto alle impronte rom

Abbiamo letto e riletto tante volte, in questi decenni resi liberi dalla distruzione del fascismo e razzismo, dal sangue dei partigiani, dalle rivisitazioni angosciate del Giorno della Memoria, il «Manifesto della razza», firmato da una decina di personaggi sconosciuti (tra essi due zoologi) detti, a quel tempo «scienziati», ma anche da un illustre clinico (Nicola Pende) che ha poi compiuto il meglio della sua carriera e ricevuto gli onori più alti nell’Italia libera, troppo presto smemorata dopo l’orrore del fascismo. Ad ogni lettura ognuno di noi ha provato un senso di repulsione e di ridicolo, di delittuoso e di assurdo, di estrema ignobiltà ma anche di pauroso vuoto di cultura (parlo di cultura comune, generale) e di rispetto per se stessi. Immaginate quegli «scienziati» nell’atto di firmare. E intravedete un abisso di viltà così profondo da sfidare e disorientare l’immaginazione. Chi può disprezzare a tal punto se stesso? è la domanda triste e inevitabile. Quello che non ci saremmo mai aspettati, neppure il più pessimista o il più scettico di noi, sul mistero e le fenditure della natura umana, era di rileggere il «Manifesto della razza» (allora opportunamente ripubblicato sulla rivista «Difesa della razza» di Telesio Interlandi e Giorgio Almirante) come un documento dei nostri giorni, del nostro tempo. Per esempio, rileggete questa frase del «Manifesto», e immaginatela scritta o pronunciata in un ideale sequenza documentaria di ciò che è davvero accaduto nell’aula di Montecitorio alle ore 13 di mercoledì 16 luglio: «È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77278

Luglio 20, 2008 Pubblicato da aniahaefer | news blog | , , , , , , | Ancora nessun commento.

A Ostia una filiale del laboratorio del Pdl

È stato inaugurato a Ostia, nella sala convegni dell’hotel Satellite Palace, il laboratorio politico per la costituzione ufficiale del Pdl e del suo relativo coordinamento territoriale. L’incontro, servito a gettare le basi per edificare le basi di un grande partito popolare, è stato promosso da Davide Bordoni, coordinatore di Forza Italia nel XIII Municipo. «Si tratta di un importante momento politico – ha dichiarato – che inaugura un nuovo percorso, arricchito questa volta dalla consapevolezza che la nascita del Pdl rappresenta al meglio le esigenze della popolazione, espresse chiaramente con il voto di aprile». «Ma se il dibattito oggi – ha continuato – si arricchisce dal punto di vista politico, con questa sorta di laboratorio politico la cui attività sta partendo dal basso, ossia dal nostro territorio e dalle nostre radici, è tuttavia necessario cominciare a dare risposte a livello amministrativo». Risposte fondamentali per alimentare la nuova macchina che, a sua volta, per funzionare deve essere in grado di dare voce ai bisogni del territorio e di dare a quelle istanze una serie di risposte concrete. «Abbiamo bisogno di fatti – è ancora Bordoni a parlare – e in questo senso il Municipio XIII, dove sono nato politicamente e in cui alle ultime elezioni è stato registrato il maggior numero di consensi, deve tornare a essere la casa dei cittadini. La discussione e la condivisione che oggi vede consiglieri di Forza Italia sedere accanto a consiglieri di Alleanza Nazionale, in virtù anche della delega al litorale a me affidata dal Sindaco Alemanno ci consentirà di sedere tutti nuovamente intorno a un tavolo, a settembre, per passare dalle parole ai fatti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277473

Luglio 20, 2008 Pubblicato da aniahaefer | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Indagare con molta pazienza su Giobbe per non annoiarsi con il telefono erotico

Ecco i libri che la redazione cultura del Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e semiserie.DA NON PERDEREGiobbe Tuama&C. di Augusto De Angelis (Sellerio, pagg. 255, euro 12). Un’altra fantastica indagine anni Trenta del padre del giallo milanese, e non solo. Se non avete mai incrociato i suoi noir bellissimi e pieni di psicologia questa è l’occasione giusta per scoprire il predecessore di Scerbanenco.SE VI FOSSE SFUGGITOIl diritto di mentire di Immanuel Kant e Benjamin Constant (Passigli, pagg. 67, euro 8,50). Due saggetti d’epoca ferocemente contrapposti sulla necessità o meno di dire sempre la verità. Il morale Kant incrocia le filosofiche lame con il duttile Constant facendo scintille. Imperdibile per cavarne citazioni.DA OMBRELLONETracce d’America a cura di Scott Turow (Mondadori, pagg. 427, euro 19). Ventun bellissimi racconti per assaggiare la crime story made in Usa. Autori noti e meno noti ci regalano piccoli ritratti in nero sospesi tra la ferocia e il grottesco: una donna propone a uno sconosciuto incontrato al bar di ammazzare qualcuno, due ragazze fanno una dieta a base di cocaina, un ragazzino insegna al gangster Bugsy Siegel i segreti dello yo-yo. Per ombrelloni di tessuto a stelle e strisce.DA TASCAStoria del pensiero medico. Il Rinascimento, la nascita della scienza nuova e il secolo dei lumi di Federico E. Peroziello (Mattioli 1885, pagg. 190, euro 10). È il secondo volume di una piccola storia della medicina che è una vera chicca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277355

Luglio 20, 2008 Pubblicato da aniahaefer | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Le gomme dure sono la salvezza delle rosse

L e certezze di Hockenheim sono: 1) le McLaren non possono disputare l’intero Gp di Germania (ammesso che non sia bagnato) con le gomme «medium», le meglio utilizzate in qualifica; 2) la solita brillantezza di Hamilton è comprensiva di una certa leggerezza, su una pista che vale poco meno di 35 millesimi al giro per ogni chilo di aggravio; 3) le Ferrari, un po’ più pesanti del consueto, hanno dimostrato di cavarsela meglio con le gomme «hard», che hanno un utilizzo pari ai due terzi circa della percorrenza totale. Anzi, dico subito che se dovesse toccare a me di scegliere una strategia, punterei diritto diritto sulla gradazione più dura di pneumatici fin dalla partenza, lasciando le «medium» per il solo tratto finale, il più breve possibile e forse il più combattuto, in caso di grande resistenza al comando delle macchine anglo-tedesche. Infatti, a macchina leggera in assetto «hard» la Ferrari ha mostrato un vantaggio dello 0,4% del tempo sul giro sulla McLaren; con poca benzina e gommatura «medium», il solo Hamilton ha potuto prevalere su Massa dello 0,19%; con il necessario quantitativo di carburante in Q3, a pari pneumatici, questo valore è passato allo 0,26%. Evidente il maggior carico aerodinamico (e resistenza) della McLaren, tanto che la Ferrari è stata più veloce di 3,6-4,4 km/h. Ed è chiaro che un divario di 3 decimi al giro conduce già alla differenza di una decina circa di chili di benzina.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277402

Luglio 20, 2008 Pubblicato da aniahaefer | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Ecco una narratrice brava, giovane e «cosmetica»

Inserita nella già lodata raccolta Giovani cosmetici, curata da Giulia Belloni per Sartorio, Silvia Nirigua incarna a perfezione l’estetica di questa possibile nuova corrente. Con le parole di Belloni: «Rilancia la necessità di un canone formale ed estetico della letteratura». In questa storia concentrazionaria di pronto soccorso – La metà di tutto, Sartorio, pagg. 112, euro 10) -, relazioni instabili di donne e uomini (più donne che uomini, ma ci sono sorprese a riguardo), la bellezza esteriore, quella del giro di frase – palese – quella dei personaggi – facile a inferirsi – è davvero necessaria e sufficiente. In più, una concisione feroce e la precisione chirurgica nell’evitare aggettivi superflui, nella quasi abrogazione degli avverbi. Facile, doveroso, scommettere su un talento così.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277357

Luglio 20, 2008 Pubblicato da aniahaefer | Uncategorized | | Ancora nessun commento.